Vietate in Eritrea le mutilazioni sessuali
Il governo di Nairobi pone fine alla barbara usanza delle mutilazioni sessuali alle donne. Le stime riferiscono che almeno il 90% delle donne eritree vi è stata sotto
Il governo eritreo ha finalmente deciso di
porre fine a quella che era una barbarie stig-
matizzata da tutto il mondo: la mutilazioni
degli organi sessuali femminili. Condizioni, mo-
dalità e tempi non sono ancora del tutto
chiari, ma è decisamente un passo avanti. In
Eritrea il 90% delle donne è stata sottoposta
alla brutale pratica.
Ad annunciare la notizia è stato il sito web del Ministero dell'Informazione eritreo, con una comunicazione che intende mettere al bando quella che viene chiamata “circoncisione femminile”, quindi la mutilazione degli organi genitali. Il “Proclama 158/2007” però non spiega esattamente se si intendono bandire tutte le pratiche di circoncisione (essendovi diversi tipi di mutilazione applicabile), né le modalità d’applicazione del proclama. È lo stesso ministero però a riferire che «la circoncisione femminile è una procedura che mette gravemente a rischio la salute delle donne e provoca sofferenze considerevoli, nonché minacce alle loro vite».
Il ministero spiega che il Proclama comprende «cinque articoli, secondo cui sarà punibile con una multa e con la prigione chiunque richieda, inciti o promuova la circoncisione femminile fornendo attrezzi o qualunque altro mezzo, e chiunque, sapendo che verrà effettuata una circoncisione senza giusta causa o se ha già avuto luogo, non ne informi o avverta prontamente le autorità». Il Proclama è entrato in vigore il 31 marzo 2007.
venerdì 6 aprile 2007
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