In allegato la storia dell'Amper...
Grazie Presidente che hai messo nero su bianco i nostri passi...
Emy
AMPER Onlus……4 anni e non li dimostra
Per la verità l’ AMPER Onlus ha avuto, prima di nascere, una gestazione di un paio di anni: nel 2002, infatti, nel mese di luglio, assieme a mia moglie Amalia, siamo andati in visita in Eritrea per conoscere i nostri 2 bambini, Amir e Tiwen, che avevamo in adozione a distanza. Dopo 1 mese Emilia e Pasquale, dell’Associazione Mariana di Pregiato, andavano in Eritrea per aiutare le suore figlie della carità che, ad Hebo, un villaggio posto in una valle a circa 75 km da Asmara (Capitale dell’Eritrea), curano un orfanotrofio per bambini.
Al loro ritorno in Italia, portarono, insieme a tanti ricordi, volti ed immagini, la richiesta della suora che gestiva l’ambulatorio medico, purtroppo da qualche anno deceduta, di procurare farmaci per la piccola clinica annessa all’orfanatrofio. Così pensammo ad un calendario con le immagini dei piccoli orfani di Hebo e ricavammo una somma di circa
7 000,00 euro con cui comprammo farmaci per la clinica.
L’esperienza, oltre che bella, fu utile, in quanto ci dimostrò come il mandare materiale in Eritrea era oltremodo costoso (spese di trasporto elevate) ed, inoltre, ci fece capire che era più utile migliorare le condizioni di vita degli abitanti, di modo che, ad esempio, bevendo acqua pulita, avrebbero evitato le infezioni che obbligavano alle cure ed al ricovero.
Per tale motivo, nel settembre 2004, con il determinante apporto di altri giovani, come Raffaele, Salvatore, Maria Luisa, Anna, Dora, Gianni, Monica, Marina, Peppino, Milko, Alessandro ed altri ancora, nacque l’Associazione Mariana Per l’Eritrea (AMPER Onlus) con il preciso intento di favorire lo sviluppo della comunità di Hebo ed altre comunità dell’Eritrea, in particolare favorendone l’accesso all’acqua.
All’inizio della nostra esperienza non avevamo forse capito la difficoltà dell’impresa (finanziamento, contabilità, peso organizzativo, ecc..) e ci buttammo in questa avventura con la semplicità e l’entusiasmo dei giovani.
Fatto sta che già nei primi mesi di vita abbiamo avuto accanto a noi persone che neanche conoscevamo e che ci hanno fornito i mezzi per completare lavori per un importo di oltre 75.000,00 euro. Inoltre, ci è stato di estremo aiuto lo stretto contatto che abbiamo sempre avuto con i missionari in Eritrea: Abba Zeracristos, il visitatore della Missione, le Suore Figlie della Carità, S. Isabella e S. Giuseppina, che sono più volte venute in Italia e un padre eritreo, Abba TecleMicael, che vive a Napoli e che è nostro tutor. A loro abbiamo sempre consegnato le somme raccolte.
Dalla nostra esperienza ho potuto capire che l’associazione Onlus non è nient’altro che l’anello finale di connessione con le esigenze delle popolazioni in Eritrea e che noi siamo quelli che, tramite il loro stretto rapporto con i missionari, permettono l’individuazione delle necessità e la sicura utilizzazione dei fondi di cui noi veniamo a disporre. Proprio per continuare a mantenere questo stretto contatto, nel gennaio dell’anno scorso, Anna è andata in Eritrea per verificare l’utilizzo di una somma che la diocesi di Melfi ci aveva messo a disposizione per il completamento del pozzo nel villaggio di Maela.
I fondi di cui abbiamo disposto ci sono venuti da alcune donazioni (signora Grimaldi di Napoli, diocesi di Melfi, volontariato vincenziano provinciale di Roma), da alcune manifestazioni che abbiamo organizzato (il calendario oramai arrivato alla quinta edizione, serata etno-gastronomica,cena etnica, mercatino solidale realizzato dai bambini della scuola elementare S.lorenzo di Cava), dalla solidarietà di singoli o di altre associazioni (Associazione Mariana di Somma Vesuviana con lo spettacolo Madre Teresa di Calcutta, confraternita del Purgatorio di Cava, Club Alpino Cavese, Oasi Felice di S. Giovanni a Teduccio nella persona del suo Presidente rag. Franco Gentile), dalla sensibilità di alcuni amici (Giovanni Pagano e Massimo D’Andrea). In futuro dovrebbe aggiungersi il ricavato del 5 per mille che ci ha visto, nel primo anno di nascita di questa istituzione, fra le associazioni da poter scegliere come destinatarie.
Il nostro primo progetto realizzato fu la copertura di un salone per giovani nel villaggio di Adgonzy (6.550,00 euro), seguì un impianto fotovoltaico per la chiesa di Monoxito (8.800,00 euro), successivamente il rifacimento e l’edificazione di gallerie filtranti del pozzo di Hebo (12 000,00 euro), quindi il pozzo di Maela (21 000,00 euro) ed, infine, motopompe per sei contadini di Anseba (18 000,00 euro). L’ultimo intervento che ci è stato richiesto è il completamento del pozzo ad Adi Contsi (17 000,00 euro), che ci fa un po’ penare in quanto non abbiamo a disposizione la somma, per cui abbiamo potuto dare per ora solo una parte di tale importo.
Come si vede le somme non sono piccole, ma c’è da dire che i costi in Eritrea sono elevati a causa del fatto che un po’ tutto viene importato e vi è una continua lievitazione dei costi.
Se ci si guarda indietro non mi sembra vero ciò che abbiamo aiutato a realizzare, non è certo poco per le nostre povere forze, ma non è poco anche per un altro importante obiettivo che, dalla nostra nascita, ci siamo prefissi e cioè quello di educare i giovani e, perché no, anche i bambini, alla cultura della solidarietà. Per cui già da adesso ci guardiamo intorno per incontrare quelli che continueranno un domani la nostra opera.
Dott. Luigi Pagano (Presidente)
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